Il 22 aprile 2026 ho avuto il piacere di essere ospite dell’Università degli Studi della Tuscia per presentare il mio libro Impresa è donna. Il coraggio di esserci, la forza di cambiare e confrontarmi con studenti, docenti e professionisti sul tema della cultura d’impresa e dell’imprenditoria femminile.

Desidero ringraziare la Prof.ssa Chiara Moroni, docente dell’Università della Tuscia e componente, insieme a me, del Comitato Impresa Donna presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per aver fortemente voluto questo incontro e per l’attenzione che dedica ai temi della cultura d’impresa e della formazione delle nuove generazioni.

L’Università della Tuscia mi ha colpita profondamente. Ho trovato un ambiente ricco di storia, di bellezza e di attenzione verso gli studenti. Un luogo in cui tradizione e innovazione convivono in modo naturale e che rappresenta il contesto ideale per riflettere sul ruolo dell’impresa nella società contemporanea e sulla responsabilità che abbiamo nel costruire opportunità per le nuove generazioni.

Durante l’incontro ho avuto inoltre il piacere di condividere il dialogo con Ilaria Caporali, imprenditrice e professionista, che ho avuto modo di conoscere meglio proprio in questa occasione. Ho apprezzato molto il suo approccio concreto, la sensibilità con cui ha affrontato i temi trattati e la qualità delle riflessioni che ha saputo portare al dibattito.

Per me, entrare in un’università significa sempre molto più che presentare un libro. Significa creare un ponte tra esperienza e futuro, tra chi vive l’impresa ogni giorno e chi si sta preparando a intraprendere il proprio percorso professionale.

Nel mio intervento ho voluto trasmettere un messaggio semplice ma fondamentale: l’impresa non è solo economia. È cultura.

Fare impresa significa assumersi responsabilità, trasformare idee in azione, creare valore e contribuire allo sviluppo della comunità. È un’attitudine che richiede competenza, visione e coraggio.

Abbiamo inoltre riflettuto su un tema che considero particolarmente importante: la necessità di riconoscere pienamente il contributo delle donne all’economia e di costruire un contesto capace di sostenerne il talento. Nel mio libro affronto anche la questione della definizione di impresa femminile, perché sono convinta che definire bene significhi riconoscere e riconoscere significhi sostenere davvero.

Un momento particolarmente significativo è stato il confronto con gli studenti. Le loro domande, la loro curiosità e il desiderio di comprendere il mondo dell’impresa mi hanno confermato quanto sia importante continuare a creare occasioni di dialogo tra università, istituzioni e sistema produttivo.

Sono tornata da questa esperienza con una convinzione ancora più forte: investire nella cultura d’impresa significa investire nel futuro del nostro Paese.