Sabato 13 giugno, a Bologna, ho presentato il mio libro Impresa è donna. Il coraggio di esserci, la forza di cambiare nell’ambito di Mughy for Friends, in un dialogo intenso e stimolante con la giornalista Vittoria Melchioni.

L’incontro ha attraversato alcuni dei temi centrali del libro: il riconoscimento delle donne imprenditrici, la libertà di scelta, la necessità di una definizione giuridica chiara di impresa femminile, la maternità, il confronto europeo, la violenza economica, la credibilità femminile e il messaggio da lasciare alle nuove generazioni.

Siamo partite da una domanda che attraversa tutto il libro: oggi sappiamo contare le donne imprenditrici, ma fatichiamo ancora a riconoscerle davvero. Essere presenti nelle statistiche è importante, ma il vero riconoscimento significa entrare nelle regole, nei processi decisionali e nella visione economica del Paese.

Uno dei passaggi più sentiti ha riguardato la maternità delle imprenditrici: una donna non dovrebbe mai essere costretta a scegliere tra generare vita e generare valore. Servono strumenti concreti per garantire la continuità dell’impresa anche nei momenti più delicati.

Si è parlato anche di Europa, guardando alla Svezia, alla Francia e alla Danimarca come modelli da cui trarre ispirazione, ma anche del valore che l’Italia può portare grazie alla forza delle sue PMI familiari e territoriali.

L’incontro si è chiuso con un messaggio di fiducia rivolto alle donne e alle nuove generazioni: non aspettare di sentirsi perfette per partire, ma chiedersi cosa ci piacerebbe fare se non avessimo paura.

Perché le donne non chiedono permesso per esistere. Chiedono che il loro valore venga finalmente riconosciuto.