Settembre è sempre un confine simbolico. C’è chi lo vive come un nuovo inizio, chi come un ritorno alla routine, chi come l’occasione perfetta per rimettere a fuoco obiettivi e priorità.
Per me, quest’anno, settembre si apre con una convinzione ancora più forte delle altre volte:
Non è una questione di quote.
È una questione di futuro.
In Italia oggi ci sono oltre 1,3 milioni di imprese guidate da donne: una forza enorme fatta di energia, creatività e capacità di innovazione. Una ricchezza economica e culturale che però, troppo spesso, viene frenata da barriere ancora radicate — culturali, normative, finanziarie.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: potenziale inespresso, opportunità perse, una crescita che procede più lentamente di quanto potrebbe.
Perché serve un cambio di prospettiva
Negli ultimi mesi, attraverso il Manifesto Start We Up e grazie al confronto costante con imprenditrici, associazioni e istituzioni, ho capito con chiarezza una cosa: il problema non è la mancanza di talento o di idee.
Il problema è il contesto.
Per questo stiamo lavorando su tre fronti fondamentali:
1. Dare una voce europea unica all’impresa femminile
Per superare frammentazioni, raccontare un modello comune e portare istanze condivise dove davvero si prendono le decisioni.
2. Rendere risorse e strumenti davvero accessibili
Perché troppo spesso i finanziamenti ci sono, ma sono complessi, poco comprensibili o difficili da intercettare.
3. Superare la narrazione dell’eccezione
Le donne non sono “quote”, non sono “casi speciali”, non sono “minoranza”.
Sono — e devono essere riconosciute come — protagoniste dello sviluppo economico del Paese.
Quando cresce l’impresa femminile, cresce l’Italia
Sostenere l’imprenditorialità femminile non è un atto di gentilezza, né una battaglia per pochi.
È una strategia di crescita nazionale.
Perché un ecosistema imprenditoriale più inclusivo è anche più competitivo, più resiliente, più capace di innovare.
E adesso, la domanda passa a voi
Mentre settembre porta con sé un nuovo slancio, mi piacerebbe aprire un confronto più ampio:
Qual è, secondo voi, il cambiamento più urgente per rendere davvero inclusivo il mondo delle imprese?
Scrivetemelo nei commenti: è da idee e prospettive diverse che nascono le trasformazioni più concrete.

